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IL SANTUARIO, FRA ARTE, FEDE E LINEAMENTI STORICI


PRINCIPALI DEVOTI DEL SANTUARIO

Con l’invasione francese del 1798 - 99 e la soppressione napoleonica del 1810 andarono perduti i 64 volumi dell’archivio conventuale della Madonna della Neve.
E' quindi impossibile ricostruire il ruolo svolto dal santuairo nel

‘700 in seno alla provincia di Campagna e Marittima,

Tra di essi vi erano quelli di cronaca. Sono rimasti solo un libro giornale dal 1706 al 1713, uno mastro che va dal 1732 alla fine del secolo e un altro delle applicazioni delle Messe. Da una sommaria spigolatura abbiamo estratto queste notizie:

1) Erano devoti della Madonna della Neve e facevano celebrare messe, oltre ai De Carolis Livio e Mons. Pietro, i signori Cinzio e Filippo Filonardi, il duca di Sora, il principe di Palestrina, che regalò un paliotto e pianeta col suo stemma, il Bargello di Frosinone, il conte Benedetti, il conte D’Anguillara, il governatore e il capitano di Ceccano, il governatore di M. S. Giovanni e tanti fedeli anonimi di ogni centro della Ciociaria. Inoltre il ricordato ab. Scaglia che fondò 104 Messe annue.

2) Particolare menzione meritano quasi tutti i governatori della provincia, ma in particolar modo i Mons. Valerio Rota (1709), Giacinto Pilastri, benefattore della comunità, Francesco Durino, che fu cardinale nel 1753, Angelo Locatelli (1743), Francesco Raponi (1753).
Fra tutti però spiccano per la Loro devozione alla Madonna della Neve i Mons. Ludovico Anguisciola (1721), Flavio Ravizza (1743) e Abbondio Rezzonico (1706). Essi morirono a Frosinone mentre governavano la provincia e vollero essere sepolti in questo santuario.
Mons. A. Rezzonico era zio di Mons. Carlo Rezzonico che il 6 luglio 1758 fu eletto papa col nome di Clemente XIII.

Questi, quando era ancora semplice Monsignore aveva dettato l’iscrizione per la tomba dello zio, aveva fatto celebrare delle Messe all’altare della Madonna e dato elemosine al santuario.
Troviamo infatti questa nota: «Dal nipote del quondam Mons. Rezzonico lasciati per carità a questa Vergine sc. 4,80 - 20 gennaio 1714». Inoltre fondò n. 150 Messe annue.

Per Mons. Ravizza troviamo che il nipote ab. Filippo Ravizza ordinò la celebrazione di 150 Messe nel maggio 1743.

3) Venivano pellegrini isolati anche da paesi lontani. Tra questi è da ricordare il card. Pozzobonelli, arcivescovo di Milano, che venne al nostro santuario nel maggio 1769 insieme ad altre sette persone e si fermò due giorni e due notti - (Immagine del Card. Giuseppe Pozzobonelli).

4) Altri nominativi che s’incontrarono sono gli abati di Montecassino, di Casamari, di Trisulti e i vescovi viciniori.

Padre Ignazio BARBAGALLO Agostiniano Scalzo

(FROSINONE - Lineamenti storici dalle origini ai nostri giorni)
- "Editrice Frusinate 1975"

Per le citazioni storiche, la bibliografia ed altro, si rimanda ad una consultazione diretta dell'opera.

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