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L' ORDINE DEI PADRI AGOSTINIANI SCALZI NELLA CITTA' DI FROSINONE


 

Gli altri parroci nella storia della Parrocchia Santuario Madonna della Neve.

Le cronache del tempo raccontano che la contrada della Madonna della Neve, all'inizio del XX secolo era prevalentemente formata da casolari sparsi nella campagna e l'unico agglomerato abitativo si era formato nei pressi del santuario.

I Padri Agostiniani Scalzi, anche se dalla soppressione del 1873 non erano più proprietari del convento, erano però rimasti custodi del santuario. Il Comune di Frosinone, che dal 1878 era diventato proprietario del convento e della chiesa, nominò proprio un cappellano agostiniano responsabile e custode dei luoghi santi.

Il primo cappellano nominato fu Padre Felice LIVERANI da Collepardo a cui succedette Padre Eugenio ROSSINI da Roccasecca e quindi il fratello Padre Ludovico.

Alla morte di questi fu nominato cappellano Padre Tommaso PAGANO che terminò la sua rettoria dopo il furto del 1912, di cui abbiamo parlato in altre pagine.

Non fu facile la vita degli agostiniani in questo periodo. Il convento aveva addirittura cambiato nome assumendo quello di "Istituto Sacra Famiglia" dal convitto di educazione che vi era ospitato e, come detto, non apparteneva più all'Ordine degli Agostiniani Scalzi.

La chiesa, anche questa proprietà del comune, era rimasta danneggiata dal terribile terremoto del 1915 che aveva distrutto la città di Avezzano, in Abruzzo, e non si trovavano i fondi per l'urgente restauro delle strutture.

Vennero promosse delle collette pubbliche e si chiese un anticipo di lire 3.327,22 al Fondo Culto.

Quando questo ente, dopo i lavori, chiese la restituzione del prestito al Municipio, questi si rifiutò di restituire la somma prestata e ne nacque una vertenza che fu composta solo nel 1935, quando il Comune accettò di corrispondere parte della somma dovuta.

Intanto, fra tutte le controversie insorte, il convento era rimasto in completo stato di abbandono.

Il degrado delle strutture era talmente esteso da costringere la comunità della "Sacra Famiglia" a chiudere i battenti ed a trasferirsi per inagibilità dei locali.

In questa occasione gli Agostiniani Scalzi effettuarono un concreto tentativo di carattere economico per tornare in possesso del convento che gli era stato confiscato dalle leggi di soppressione.

Approfittando del fatto che il 12 novembre 1936 si era giuridicamente ricostituita la comunità religiosa, a norma dei recenti Patti Lateranensi, ed era sorta la necessità logistica di trovare una nuova abitazione per i frati, venne scelto il convento che ben si prestava ad accogliere la nuova comunità.
La struttura conventuale aveva disponibilità di acqua e un vasto terreno di pertinenza, adatto ad impiantare frutteti ed orti. Per queste motivazioni venne ricomprato il 18 agosto del 1937. Anche se tutto ciò significava dover affrontare un notevole impegno finanziario e di lavoro.

Contemporaneamente a questi eventi, tutta la contrada veniva popolandosi e, per le funzioni religiose, non poteva più dipendere dalla lontana collegiata di Santa Maria.

Quando i religiosi iniziarono a richiedere l’erezione di una nuova parrocchia, il territorio intorno alla chiesa della Madonna della Neve contava quasi tremila abitanti.

Il Vescovo diocesano Mons. Francesco De FILIPPIS dopo aver sentito il clero, decise di emanare il decreto di erezione «Cum plurimi Christifideles». Il decreto porta la data del 12 aprile 1936.

A titolo di cronaca, queste sono le altre date più significative da ricordare: 8 aprile 1937, riconoscimento regio per gli effetti civili; 2 giugno 1937 data della registrazione degli atti presso la Corte dei Conti; 21 novembre 1937, la parrocchia viene dichiarata di pieno diritto regolare e affidata all’Ordine degli Agostiniani Scalzi.

Artefice di tutta la trattativa e primo parroco della nuova parrocchia fu Padre Clemente ELEUTERI.

Padre Clemente ELEUTERI, di nome Giulio, fu parroco dal novembre del 1937 al mese di settembre 1941.

Nato a Petritoli (AP) il 4 gennaio 1886, morì a Frosinone il 12 settembre 1941 ed è sepolto nel cimitero cittadino.
Era di carattere semplice ed alla buona, gioviale e servizievole, instancabile nel lavoro apostolico e parrocchiale.

Al tempo in cui i locali del convento ospitavano il convitto della Sacra Famiglia, Padre Clemente fu uno degli ideatori e animatori di una famosa Banda musicale composta dai ragazzi ospiti dell’Istituto.

Fu amato ed apprezzato, sia dalla popolazione che dalle autorità e i suoi funerali furono una apoteosi di stima e di venerazione. Ancora oggi sono in molti nella contrada a ricordare la sua figura con simpatia e rispetto.

Padre Guglielmo MASSELLUCCI, di nome Azeglio, divenne parroco dal settembre del 1941 al mese di maggio 1959.

Assunse la conduzione della parrocchia in un periodo molto difficile per la nostra comunità: l’uscita dalla guerra aveva fatto tirare a tutti un sospiro di sollievo, ma ben altri sospiri ed amarezze continuavano ad angosciare i nostri parrocchiani e concittadini.

La guerra aveva portato lutti e aveva lasciato larghissime fasce sociali a combattere la povertà e la fame. In questo il parroco contribuì molto, secondo le sue possibilità, per alleviare le sofferenze, durante la fase della ricostruzione.

La sua stessa pastorale non era facile, in considerazione del fatto che la vecchia e preziosa chiesa, era stata bombardata e successivamente demolita, lasciando la sacra immagine della Madonna, completamente abbandonata alle intemperie.
Episodi veramente amari sia per la perdita architettonica della vecchia chiesa sia perchè si è rischiato di far perdere addirittura l'identità storica e religiosa della nostra comunità parrocchiale.

Fortunatamente questi eventi vennero superati. Il parroco si trovò peraltro a governare un difficile periodo di transizione, durante il quale nel nostro territorio accadevano notevoli sconvolgimenti sociali: la sensibile riduzione dei contadini e l’aumento frenetico degli impiegati, dei commercianti e degli operai, che snaturava profondamente il territorio della parrocchia.

I mutamenti sociali che gli anni sessanta annunciavano ebbero un peso determinante per lo sviluppo della nostra città che, grazie anche alla costruzione dell’autostrada, diventò un polo industriale, commerciale ed urbano e con l'impellente necessità anche per le parrocchie di investire nel sociale.

Padre Filemone SEGNALINI, di nome Pio Innocenzo, (Vicario Economo) fu parroco dal maggio 1959 al mese di ottobre del 1959.

Padre Salvatore BERNABEI, di nome Ernesto, divenne parroco dall'ottobre del 1959 al mese di settembre 1962.

Fortunatamente, cavalcando l'onda dell'entusiasmo nazionale, anche la nostra città, prevalentemente agricola, iniziava a godere dei riflessi economici derivati dall'industria: televisori, lavatrici, frigoriferi, ecc. venivano acquistati con frequente interesse da parte delle famiglie. Potendo contare su risorse finanziarie più certe, venivano programmate le vacanze al mare: Terracina era la meta ricreativa preferita dai frusinati.

A queste forme di benessere corrispose anche un risveglio delle attività pastorali.
Gruppi di ragazzi frequentavano i corsi per chierichetti e le adunanze per il catechismo. Le prime comunioni venivano effettuate con gruppi di bambine che incominciavano a indossare i vestitini bianchi e pomposi. Il numero degli invitati era elevato ed invadevano allegramente le sale dei ristoranti.

L'oratorio era il punto focale per le interminabili partite di pallone che occupavano tutto il tempo libero dei ragazzi, le attività del coro erano prevalentemente lasciate alle bambine.

In questo mutato clima, il parroco, mite e disponibile, con la forza delle idee e con il suo sorriso e la sua bonarietà, accompagnava quotidianamente giovani e meno giovani verso una vita più serena.

Padre Filemone SEGNALINI, di nome Pio Innocenzo, (Vicario Parroco)

Uomo dotto ed interessato alle tematiche della Chiesa, dopo un breve trascorso; dal maggio 1959 al mese di ottobre del 1959, divenne nuovamente parroco, dal settembre del 1962 al mese di ottobre del 1964 presso la Parrocchia Madonna della Neve.

Padre Filemone Segnalini di S. Caterina, era nato a Casape (Roma) il 24/11/1918 dai coniugi Segnalini: Sisto e Ottaviani Caterina.
Fu battezzato nella chiesa di San Pietro il 15 dicembre 1918 ed indossò l'abito religioso nel convento di Santa Maria Nuova il 28 agosto 1935, dove terminò il noviziato.

l 31 novembre 1936 si consacrò perpetuamente al Signore con i voti solenni e nel dicembre 1939, nel convento di Gesù e Maria in Roma ricevette l’ordinazione sacerdotale l'11 luglio 1943.

Venne inviato in diversi Conventi: a Spoleto dal 1944 al 1947 e dal 1964 al 1966 presso Gesù e Maria in Roma dal 1947 al 1948.
Successivamente venne inviato a S. Maria in Ponticelli presso Amelia, dove ricoprì più volte gli uffici di Vice Priore dal 1948 al 1949, dal 1951 al 1952, dal 1955 al 1958 e al 1967.
Divenne Parroco dal 1952 al 1958 ed in quello di Frosinone, ove pure fu Vice Priore dal 1958 al 1961 ed Economo Parroco dal 1961 al 1964.

Fu Religioso osservante delle Regole ed assiduo alle pratiche di pietà.
Aveva grande stima della sua vocazione e venerazione per i Superiori che considerava veri rappresentanti di Dio.
Fu zelante della Gloria di Dio e della salute delle anime, che cercava di procurare con la parola e con l’esempio.

Padre Filemone lavorava volentieri in parrocchia preferendo l’istruzione ai bambini e la visita ai malati: per questi poi aveva una cura particolare e non risparmiava fatiche.

Era assai devoto della Madonna di cui curava molto il culto, soprattutto nello sue feste: curava in modo particolare il mese mariano e gioiva nel vedere che i fedeli accorrevano ad onorare la Madre di Dio.

Nell’ultimo mese di maggio della sua vita, nonostante la febbre lo tormentasse, preferì sacrificarsi pur di non abbandonare la funzione mariana che veniva celebrata in una cappella di campagna.

Sfinito nelle forze fisciche, si recò a Monopoli, presso il fratello per un periodo di riposo, ma dovette ricoverarsi subito all’ospedale cittadino ove diede a tutti un buon esempio di pazienza e di rassegnazione alla volontà del Signore e, conscio di suoi limiti, pur sempre fiducioso nell’intercessione della Madonna di Valverde fece la sua confessione generale.

L'11 agosto 1967 è tornato nella Casa del Padre. Oggi riposa nel cimitero del Verano in Roma nella tomba dei religiosi.

Note tratte dal resoconto di Padre Raffaele BORRI - 25 agosto 1967

Padre Gregorio CAPOBIANCHI, di nome Sebastiano, divenne parroco dall'ottobre del 1964 al mese di ottobre del 1967.

Padre Gregorio CAPOBIANCHI era nato a San Gregorio da Sassola - Roma - (Diocesi di Tivoli) il 20 gennaio 1908 dai coniugi Eugenio e Colagrossi Angela, e venne battezzato il 25 dello stesso mese.

Entrò in Noviziato dopo il servizio militare il 24 novembre 1931 nella Casa Agostiniana di Santa Maria Nuova, sita nel territorio del suo stesso paese.
Nella stessa casa emise la Professione semplice il 25 novembre 1932 ed ottenne quella solenne, nella Casa di Gesù e Maria di Roma, l’8 dicembre 1935.

Fu ordinato sacerdote a Roma nel Collegio Pio Latino Americano il 29/10/l939 e fu di famiglia in diverse Case dell’Ordine: SS. Crocifisso di Spoleto (1940); Gesù e Maria di Roma(1942); S. Agostino di Monte san Martino a Macerata (1948 1950); Santa Maria Nuova presso Tivoli dove rimase dal 1951 al 1958.

Successivamente venne trasferito a Frosinone nella Parrocchia Madonna della Neve di Frosinone, dal 1970 fino alla morte.

Durante la sua vita esercitò nell’Ordine vari Uffici: Sottopriore della Casa di Gesù e Maria di Roma (1945) e poi subito Priore (1945 — 1947);
Definitore Provinciale (1958 — 1964) e Maestro dei Chierici nella Casa di Gesù e Maria (1958 1961);
Parroco nella Casa “Madonna della Neve”» di Frosinone dal 1964 — 1967). Divenne Priore e Parroco nella Casa di S. Maria in. Monticelli di Amelia (1967 1970).

Fu un sacerdote amante dello studio e, sempre da sacerdote, conseguì la Licenza liceale presso le scuole statali; esercitò con zelo il ministero parrocchiale amando l’Ordine e l’osservanza della regola.

Sofferente da tempo fu ricoverato nel febbraio del 1984 presso l’ospedale di S. Giacomo (Roma), costantemente seguito ed aiutato dai Confratelli della Casa di Gesù e Maria.
Si è spento, tornando alla casa del Padre, il giorno 16 aprile 1974. Su richiesta dei Parenti, la salma è stata trasportata nel paese nativo e riposa nel Cimitero locale.

"Note tratte dagli scritti del Segretario Generale Giuliano Monterubbianesi" - 19 aprile 1974"

Padre Antonio ANTONUCCI, di nome Evandro, divenne parroco dall'ottobre del 1967 al mese di agosto del 1970

Padre Antonio è nato il 13 maggio 1937 nella frazione di Marano del Comune Magliano dei Marsi (AQ) e qui visse la sua fanciullezza fino all’età di 13 anni.

Il 02 novembre del 1950 è entrato nel seminario presso l’Università Pontificia Gregoriana di Roma, laureandosi in Filosofia e Teologia: viene ordinato sacerdote il 30/03/1963 all’età di 26 anni.

Il suo cammino sacerdotale e pastorale inizia effettivamente nel 1964 nella Parrocchia di Santa Maria della Consolazione a Roma, in qualità di vice parroco; maturando quell'esperienza necessaria che verrà applicata successivamente.

Come giovane sacerdote, dal 1966 al 1967 si dedica all'insegnamento delle materie letterarie, in particolare: italiano, geografia e della lingua inglese presso il seminario di Santa Maria Nuova (Tivoli).

E' stato inviato a Frosinone dal 1967 al 1970 con l'incarico di Parroco della Parrocchia Santuario Madonna della Neve ed Economo Provinciale di Roma dei Padri Agostiniani.

Con il suo carisma, ben presto ottenne la fiducia dei parrocchiani dedicandosi alle attività oratoriali dei ragazzi, promuovendo una nuova radicale impostazione pastorale.
Un nuovo fermento per i giovani che si dedicarono al coro e alle attività teatrali.

Il suo lavoro di evangelizzazione si esteso anche fuori dai confini della parrocchia e la sua figura divenne emergente per l'intera città, diventando un punto di riferimento per le manifestazioni ufficiali. Ricordiamo che è stato chiamato per celebrare la Santa Messa con la benedizione del nuovo Grattacielo di Zeppieri alla presenza dell’On. Andreotti, l’On. Schietroma ed il Dott. Fanelli.
Venne chiamato anche per l'inaugurazione di uno dei primi stabilimenti sorto a Frosinone: la Klopman e in occasione dell’ampliamento dell’Aeroporto Moscardini di Frosinone.

I parroci più recenti della parrocchia Santuario Madonna della Neve.

Padre Adelmo SCACCIA, giunse in parrocchia da Spoleto, nell'agosto del 1970, in un periodo di grigiore e spento nelle iniziative sia pastorali che sociali.

Con il suo arrivo, le novità espresse dal Concilio Ecumenico Vaticano II iniziarono a prendere piede e il fermento post conciliare favorì una notevole aggregazione di laici e giovani intorno al nuovo parroco.
Spontaneamente, richiamati dalla sua azione pastorale, tanti giovani si sono uniti a lui, iniziando un periodo di formazione apostolica fra i più floridi nella vita parrocchiale: probabilmente, anche la giovane età di Padre Adelmo, contribuì a ricreare un significativo risveglio di partecipazione popolare, ancora vivo nella tradizione parrocchiale.

La pastorale e la vita spirituale della comunità riprese vigore, sorsero i primi Consigli Parrocchiali Pastorali, che tanto contribuirono alla partecipazione dei laici alla vita della parrocchia.

Diverse iniziative e programmi contribuirono alla rinascita del Santuario ed al risveglio di una comunità assopita.

Con il suo lavoro si sviluppò anche un significativo ed importante movimento ricreativo, culturale e sportivo, interamente dedicato alla pastorale giovanile. Ogni anno, durante il mese di settembre, tutta la comunità si riuniva, come ancora avviene, intorno alla chermesse denominata "Olimpiade Victoria" una fervida manifestazione che ormai dura da oltre 35 anni e che ancora desta notevole interesse grazie anche alla qualità degli impianti sportivi che ebbe modo di realizzare nelle aree cortilizie della chiesa.

Attraverso lo spirito associativo non può essere dimenticata l'opera di evangelizzazione dei ragazzi che portò alla nascita di uno dei Gruppi Scouts fra i più attivi nelle parrocchie cittadine e fra i più rappresentativi della provincia ciociara.

Dopo un periodo trascorso in provincia di Torino ed a Spoleto, con l'incarico di parroco è tornato nella Parrocchia Madonna della Neve dove, da poco, ha celebrato il 50° anno di sacerdozio, ponendosi a servizio della comunità e dei ragazzi con la qualifica affettuosa che da solo si è attribuito di "Povero Prete".

Padre Slawomir Paska è nato a Minsk Mazowiecki (Polonia) il 29 Gennaio 1971 ed ha conseguito la maturità presso il Liceo scientifico di Minsk Mazowiecki.

E' arrivato in Italia presso la Famiglia degli Agostiniani Scalzi il 1 Febbraio 1991 ed è stato inviato a Giuliano di Roma (FR) per il periodo di Postulantato fra il mese di aprile e di agosto del 1991.

Successivamente, per un anno, ha trascorso il periodo del Noviziato ad Acquaviva Picena (AP) dal settembre 1991 al 1992.

Il periodo della Professione semplice (temporanea) lo ha vissuto ad Acquaviva Picena (AP) fino al 10 settembre 1992.
Ha trascorso il periodo dello Studentato, presso il Santuario della Madonnetta a Genova, dove si è dedicato agli studi di filosofia e teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale - Sezione di Genova.

Sempre a Genova, nel santuario della Madonnetta, si è completata la sua maturità come uomo e come giovane sacerdote, conseguendo la Professione perpetua il 23 Novembre 1996 e l'Ordinazione diaconale il 22 Dicembre 1996.

Nel Febbraio del 1999 è giunto presso la nostra parrocchia ottenendo l'Ordinazione presbiterale: 16 Ottobre 1999.

Punto di riferimento dei giovani e meno giovani della parrocchia, ha saputo raccogliere intorno alla sua giovane figura di sacerdote un folto gruppo di collaboratori e animatori, che lo hanno sostenuto nelle molteplici iniziative svolte in parrocchia.

La cura dell'arredo in chiesa e la partecipazione alle omelie, permettevano a Padre Slawomir Paska di coinvolgere l'intera comunità. Ma maggiormente erano le nuove generazioni a lasciarsi coinvolgere dalla sua pastorale e nelle attività sociali e sportive, con risultati significativi in ogni settore della vita parrocchiale.

Grazie alle sue doti di comunicatore ed al suo carisma innato, riusciva a curare nei minimi dettagli, ogni suo progetto, raccogliendo un consenso che andava oltre i confini parrocchiali. Le sue idee rispecchiavano le sue motivazioni interiori che ne hanno fatto uno dei giovani sacerdoti fra i più illustri del santuario della Madonna della Neve.

In qualità di Vicario parrocchiale ha trascorso presso il nostro convento il periodo dal novembre 1999 al novembre del 2000.

Successivamente, è stato nominato Amministratore parrocchiale dal dicembre 2000 al luglio 2004 (ingresso 4 Febbraio 2001).

Dopo l'esperienza nella Parrocchia Santuario Madonna della Neve è stato nominato Rettore della Chiesa del Sacro Cuore presso la Parrocchia Santa Maria Maggiore in Ceprano dal Settembre 2004 al Febbraio 2006.

Attualmente, dal 5 Marzo 2006 è Amministratore parrocchiale delle Parrocchie Santa Maria Maggiore e San Rocco in Pofi (FR).

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