GRUPPO FESTEGGIAMENTI IN PARROCCHIA


Il Gruppo e le nostre feste parrocchiali

E' compito del "Gruppo Festeggiamenti" capire il significato delle celebrazioni liturgiche ed affiancare il parroco nell'animazione delle stesse, coinvolgendo la comunità.

In generale, ogni festa nasce dalla concorrenza di due fattori: un evento importante da vivere e il bisogno di ritrovarsi per celebrarlo gioiosamente insieme.

Tale è la domenica e le altre feste del cristiano. Essa infatti trae origine dalla Resurrezione, evento tanto decisivo da meritare d’essere commemorato e celebrato ogni settimana.
Per loro natura, e per espressa volontà di Cristo, tali eventi non possono che essere vissuti comunitariamente.
Astenersi dal lavoro e dalla fatica, deporre la tristezza delle cure quotidiane, oltre che costituire la condizione indispensabile per partecipare alla festa comune, diventa affermazione di trionfo della vita, del primato della gioia: «Il giorno di domenica siate sempre lieti, perché colui che si rattrista il giorno di domenica fa peccato.

Quando si parla di “celebrare” o di “celebrazione” evidentemente non facciamo riferimento solo alla Messa ma facciamo riferimento anche agli altri sacramenti: si “celebra” un Battesimo, la Cresima, il Matrimonio, ecc.

La stessa terminologia viene utilizzata per indicare i “Momenti Forti” nel corso dell’anno liturgico. Si “celebra” il Natale, la Pasqua, la festa dell’Immacolata e, non ultimo, si “celebrano” anche i riti funebri.

Evidentemente, il termine “celebrare” lo troviamo anche nelle feste “civili” ed al di fuori del linguaggio religioso.
Si “celebra” il 25 aprile, il 1° maggio, il 4 novembre e le altre feste nazionali, civili e familiari: si pensi, alla “festa della Mamma”, a una festa di onomastico o di compleanno.

Tutte le volte che si “celebra”, in un modo o nell’altro, si tratta sempre di fare qualche cosa di speciale, di diverso dalle normali attività legate al quotidiano. Per esempio, per celebrare la “festa del lavoro”, non si lavora.

Quando in parrocchia si “celebra” qualche evento, sicuramente tutta la comunità si mobilita per assistere a “gesti simbolici” importanti.
Le azioni e i gesti non esauriscono il loro significato in sé stesse, in ciò che si fa materialmente, ma hanno un senso che “va al di là” di ciò che si fa e si vede esteriormente.

Qualche esempio per tutto: Perché si onorano i defunti con le corone d’alloro portate alla loro memoria? A che serve mettere bandierine, festoni e luminarie durante le processioni? Perché si bagna la testa al bambino nella cerimonia del Battesimo? Perché un compleanno si celebra con i palloncini e le candeline sulla torta? Perché i “segni e gesti” che si compiono stanno a significare qualcos’altro, per sottolineare, per mettere in evidenza il valore, l’importanza di quell’avvenimento o di quella realtà che si intende celebrare.

Quindi ogni volta che ci sono delle “celebrazioni”, in un modo o nell’altro, c’è sempre in gioco qualcosa di “importante”: non si celebrano cose banali o irrilevanti.

Quando diciamo che il "Gruppo per i Festeggiamenti" cura le celebrazioni parrocchiali, stiamo dicendo che si occupa di preparare delle feste certamente “importanti” perché significativamente riconosciute dalla comunità parrocchiale.

Cose che contano nella coscienza di tutti e che toccano in profondità la nostra identità personale, la nostra esistenza, il nostro rapporto con gli altri.

Così pure quando si “celebra” qualcosa, il "Gruppo per i Festeggiamenti" si sforza di coinvolgere il più possibile tutti gli operatori parrocchiali e tutta la comunità perché le cose fatte insieme con altri rappresentano sempre un valore comune, riconosciuto e condiviso.
Quindi il Gruppo ha un ruolo fondamentale perché oggi, sovente, al celebrare si dirigono tanti sforzi, dimenticando ciò che si celebra, comunque il mistero, cioè l’evento totale, dossologico di Gesù Cristo”.

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